CAMPI FLEGREI: IL NUOVO DECRETO, RINNOVATE LE MISURE ESISTENTI MA NESSUNA NOVITA’ SOSTANZIALE

Il Governo è intervenuto nuovamente sulla situazione dei Campi Flegrei con il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, introducendo alcune misure per fronteggiare le conseguenze dei terremoti del 31 luglio e del 1° agosto.

 

Il primo dato da evidenziare è quello che nel decreto non viene, nuovamente, dichiarato lo stato di emergenza di rilievo nazionale previsto dal Codice della Protezione Civile.

Nonostante i numeri iniziali dell’emergenza parlino di circa 1500 persone sfollate, 89 edifici sgomberati, assenza di acqua, strade chiuse, scuole dichiarate inagibili, attività commerciali e servizi impossibilitati a svolgere le proprie attività, nonostante tali numeri in altre circostanze hanno autorizzato a dichiarare lo stato d’emergenza nazionale, in questo caso il Governo ha ritenuto di continuare la gestione di questa emergenza mediante decretazione d’urgenza.

Il Governo continua quindi a fronteggiare la crisi bradisismica attraverso singoli interventi legislativi, collegati ai diversi eventi sismici, anziché attraverso l’attivazione del più ampio sistema emergenziale previsto dal D.Lgs. n. 1/2018, il Codice di Protezione Civile.

Anche le misure contenute nel nuovo decreto seguono questa impostazione.

Per le famiglie costrette ad abbandonare la propria abitazione viene sostanzialmente ripro

posto il contributo di autonoma sistemazione già utilizzato per i precedenti eventi sismici.

Ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte o sia stata sgomberata a seguito di un provvedimento amministrativo, nel caso non siano accolti da strutture pubbliche, è concesso un contributo economico mensile sino al rientro nell’abitazione o a dicembre 2027 di tale importo:

 

 

Nucleo monofamiliare  € 400,00 mese

Nucleo due persone  € 500,00 mese

Nucleo tre persone  € 700,00 mese

Nucleo quattro persone  € 800,00 mese

Nucleo cinque o più persone  € 900,00 mese

Se sono presenti persone di età superiore a 65 anni, portatori di handicap o disabili con una percentuale d’invalidità non inferiore al 67 % è concesso un contributo aggiuntivo di euro 200,00 mensili per ognuno. Queste misure sono cumulabili.

Per gli immobili residenziali dichiarati inagibili vengono stanziati 100 milioni di euro tra il 2026 e il 2027, ma anche in questo caso il decreto rinvia in larga parte alle procedure e ai criteri già previsti dall’art. 9-novies del D.L. 76/2024, il quale prevede che per ogni unità immobiliare è ammissibile una sola domanda di contributo.

Il contributo è concesso nel limite massimo per edificio di euro 450 per metro quadro per edifici con danni leggeri e di euro 1.200 per metro quadro per edifici con danni severi, da utilizzare per il ripristino in tempi rapidi della funzionalità degli immobili, attraverso interventi di riparazione e interventi locali su edifici con danni leggeri o di riparazione e miglioramento sismico su edifici con danni severi.

Viene inoltre prorogata e ampliata la disciplina già introdotta per le precedenti scosse, intervenendo nuovamente sul D.L. 76/2024 e sul D.L. 65/2025.

Insomma, un nuovo decreto, ma non un nuovo sistema di intervento.

Dal 2023 ad oggi si sono infatti sovrapposti diversi decreti-legge, modifiche, proroghe e rifinanziamenti, con discipline differenti a seconda della data del terremoto che ha provocato l’inagibilità dell’immobile.

Il risultato è un quadro normativo sempre più complesso, nel quale cittadini che vivono nello stesso territorio e subiscono le conseguenze dello stesso fenomeno bradisismico possono trovarsi assoggettati a regole differenti in ragione della singola scossa che ha determinato il danno.

Tali misure, però, anche in considerazione delle proteste che i cittadini continuano a portare avanti da giorni, non sembrano in alcun modo avere effetti, anche in virtù di una generale mancanza di azioni finalizzate a mettere in sicurezza la popolazione che ancora vive nella continua preoccupazione di nuove scosse e peggioramento di una crisi che non sembra terminare.

Avv. Riccardo Bucci

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