Campi Flegrei: annunciati primi interventi della Regione. Ma quale normativa intende applicare?

La Regione Campania ha annunciato, con un comunicato stampa del 3 agosto 2026, lo stanziamento di un milione di euro per assistere la popolazione colpita dal sisma del 31 luglio.

Le misure indicate (tra cui il contributo per l’autonoma sistemazione – CAS, l’ospitalità alberghiera e l’utilizzo dell’ex Covid Residence) rappresentano un primo segnale importante, in evidente continuità con i noti strumenti di prima assistenza della Protezione Civile utilizzati da anni, certamente a partire dal terremoto del Centro Italia del 2016.

Un comunicato stampa, tuttavia, non basta a rendere tali aiuti effettivi né a chiarire alcuni legittimi dubbi.

In primo luogo, dal comunicato non risulta dichiarato lo stato d’emergenza, né lo stato di crisi regionale, previsto dall’art. 11 della legge regionale della Campania n. 12/2017 per le emergenze che richiedono una risposta coordinata della Regione, né risulta richiesta o dichiarata l’emergenza di rilievo nazionale, deliberata invece dal Consiglio dei ministri ai sensi dell’art. 24 del d.lgs. n. 1/2018.

Tale dichiarazione dovrebbe, inoltre, indicare con precisione il territorio interessato, la durata della crisi e gli interventi straordinari necessari.

Questo passaggio è particolarmente importante perché l’art. 12 della legge regionale collega proprio alla dichiarazione dello stato di crisi la possibilità di stanziare fondi e riconoscere contributi ai cittadini danneggiati.

La Regione dovrebbe poi pubblicare la deliberazione con cui è stata approvata la variazione di bilancio, s

pecificando come verrà ripartito il milione di euro annunciato.

Occorre sapere quante risorse saranno destinate al contributo per l’autonoma sistemazione, quante agli alberghi e quante alla gestione del residence.

Per rendere operativo il contributo per l’autonoma sistemazione (CAS), come in ogni emergenza, è necessario un provvedimento attuativo (deliberazione di Giunta o ordinanza di protezione civile) che stabilisca importi, durata, decorrenza, requisiti, incompatibilità e modalità di presentazione delle domande, così da consentire ai Comuni di procedere alla raccolta delle richieste.

Dovrà essere chiarito se potranno accedervi tutti i nuclei destinatari di ordinanze di sgombero e da quale data maturerà il beneficio.

I Comuni interessati dovranno ricevere formalmente le risorse, individuare i beneficiari, svolgere i controlli ed erogare le somme.

Per l’ospitalità alberghiera sarà necessario attivare concretamente l’accordo con Federalberghi, indicando strutture disponibili, tariffe, durata dell’accoglienza e modalità di accesso.

Anche l’utilizzo dell’ex Covid Residence richiede un atto dell’ASL e della Regione che ne accerti la disponibilità, la sicurezza, l’agibilità e l’adeguatezza igienico-sanitaria.

La popolazione deve inoltre essere informata attraverso canali ufficiali, con indicazioni semplici su domande, documenti necessari, uffici competenti e tempi di erogazione.

È evidente che molti dubbi debbano ancora essere sciolti. Ciò che abbiamo imparato in questi anni di interventi nelle emergenze è che gli strument

i normativi adottati, la tempestività e l’organizzazione della loro attuazione fanno un’enorme differenza.

Sebbene un intervento diretto della Regione possa avere, ipoteticamente, il vantaggio di un coordinamento maggiormente vicino al territorio, la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale potrebbe garantire coperture economiche maggiori.

Come Fabbrica dei Diritti, riteniamo che gli annunci debbano ora trasformarsi rapidamente in atti pubblici, verificabili e concretamente applicabili.

L’assistenza alle persone sgomberate non può restare affidata a dichiarazioni generiche: servono regole chiare, risorse certe e tempi definiti. E per il momento è quello che chiediamo.

 

Avv. Riccardo Bucci

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