Una recente sentenza del Tribunale di Roma, a seguito di un nostro ricorso, ha fissato un principio molto importante per il corretto calcolo delle pensioni: i periodi di cassa integrazione e di solidarietà non devono abbassare la pensione.
Nel caso esaminato, si trattava di una pensione “mista”, cioè composta da una parte contributiva e da una parte retributiva. Ed è proprio su quest’ultima che si è verificato l’errore.
La quota retributiva della pensione si calcola sulla media delle retribuzioni percepite in un certo numero di settimane lavorate. Se, però, tra queste settimane vengono inseriti periodi di CIGS o di solidarietà (in cui si guadagna meno o non si lavora), la media si abbassa.
È esattamente ciò che è accaduto: l’INPS ha considerato come “lavorate” anche settimane non lavorate, riducendo artificialmente la retribuzione media e, quindi, l’importo della pensione.
Il Tribunale ha chiarito che questi periodi devono essere “neutralizzati”, cioè devono essere esclusi dal calcolo, così da prendere in considerazione solo le settimane effettivamente lavorate e meglio retribuite.
Il risultato è concreto: aumentando la media retributiva, aumenta direttamente la quota retributiva della pensione, con un effetto immediato sull’importo mensile.
Questo principio si applica a tutti i lavoratori con pensione retributiva o mista: se hai avuto periodi di CIGS, di solidarietà, di legge 104 o lunghe malattie, la tua pensione potrebbe essere più bassa del dovuto. Nel caso in cui volessi procedere con un controllo, contattaci!
